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"Seta Oro Cremisi", trame di lusso a Milano
A Milano, al Museo Poldi Pezzoli, una interessante esposizione storica su pregiati tessuti e pezzi d'artigianato rarissimi
La via della seta lombarda si mostra a Milano, al Museo Poldi Pezzoli, con "Seta Oro Cremisi", un'esposizione storica di pregiati tessuti, raffinati velluti e pezzi unici di altissimo artigianato.
Sono passati quasi sei secoli da quando due "setajoli", invitati da Filippo Maria Visconti, portarono nel cuore della Lombardia la lavorazione della seta, dando vita ad una tradizione che raggiunse ben presto i vertici della qualità, grazie all'eccellenza delle tecniche di lavorazione ed ai preziosi materiali impiegati.
Velluti disegnati, broccati con oro e argento, damaschi, ricami in seta con oro e perle, ma anche preziosi codici miniati, oreficerie e dipinti. Cinquanta opere, caratterizzate dalla grande attenzione al dettaglio e dalla ricchezza della decorazione, talvolta con l'uso di smalti e pietre dure, raccontano la storia del contesto culturale e sociale, l'intreccio di lusso e di tecniche raffinate che hanno caratterizzato la corte italiana più ricca della seconda metà del Quattrocento, quella dei Visconti e degli Sforza.
Il percorso espositivo, che si snoda nelle belle sale della casa-museo di via Manzoni, è definito dai materiali impiegati e dalle lavorazioni. Si comincia con una sezione dedicata ai tessuti araldici, tra cui spiccano il rarissimo velluto a tre colori, broccato in oro, tessuto per celebrare le nozze di Ludovico il Moro con Beatrice d'Este nel 1491, e il celebre ritratto di Ludovico, qui esposto per la prima volta dopo oltre settant'anni, che svela, nell'uso dei colori e dei disegni, degli stemmi e dei motti dei committenti, gli intrecci e i sottili giochi del potere.
Segue poi una ricca carrellata di stoffe, di lampassi - tessuti operati di grande pregio realizzati in filati di seta a cui spesso venivano uniti fili d'oro o d'argento fino - di velluti e damaschi, che documentano l'altissima qualità della tessitura, della tintura e della filatura. Accanto alla seta e all'oro, protagonista della mostra è il cremisi, sostanza colorante derivata dalla cocciniglia, dalle innumerevoli tonalità di rosso, proveniente dal Mediterraneo o dall'Oriente. Materiale molto costoso e pregiato, il cremisi era considerato ovunque, dall'Europa alla Cina, un elemento essenziale per definire la qualità e il valore dei tessuti.
Tra le molte opere di grande pregio, provenienti dai maggiori musei italiani e stranieri (dal Musèe des Tissus et des Arts Décoratifs di Lione, dai Musei di Berna e di Bucarest, dall'Hermitage di San Pietroburgo e dal Victoria and Albert Museum di Londra) e raramente esposte al pubblico per la loro fragilità, spiccano il paliotto di Beatrice d'Este, restaurato per l'occasione, e un prezioso baldacchino processionale con ricche applicazioni di perle e smalti, che lo avvicinano più all'oreficeria che al ricamo.
L'esposizione termina il 21 febbraio 2010.
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