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Dopo le performance stellari di Sarli, Curiel, Gattinoni, Mahfouz, Ferrera e Betterelli, oggi sfilano Riva, Word e Balestra. Ma il trend dominante per la prossima estate è già molto chiaro e vede tutti d’accordo: gonne più corte e tacchi più alti, anche da gran sera

Abed Mafhouz, bagliori d'oriente

Dai virtuosismi di Fausto Sarli, si passa alla ricchezza dello stile tipicamente medio-orientale di Abed Mafhouz. Da oltre 10 anni fedele alla kermesse capitolina, il couturier libanese questa volta torna ad affascinare con abiti-gioiello dedicati ad una donna iperfemminile seducente e sofisticata che ama sì ostentare il lusso, ma con maggiore consapevolezza di sé e desiderio di autonomia rispetto ai canoni estetici tradizionali. Eccola, allora, incedere in passerella sfoggiando volumi morbidi, trasparenze, doppiature e plissè d’organza, crepe e mussola che le accarezzano la silhouette, impreziositi da ricami e cristalli che stringono la vita e collane di perle cucite nel tessuto ton sur ton. In tutto, 40 capi lunghi e corti, giocati su tonalità luminose che variano dal rosa al verde intenso, dal giallo all'arancio, fino all'acquamarina, per brillare nelle serate mondane e ai gran galà più esclusivi.

Gattinoni, la 'rinascita' della bellezza 

Restando in tema di evoluzione, paladino del cambiamento, Guillermo Mariotto con la maison Gattinoni torna a sorprendere facendo sfilare una "modella artificiale", la 17enne Clementine Liubova, nata da fecondazione assistita e per questo scelta dallo stilista venezuelano come testimonial dell'"Abito della Rinascita", simbolo di una collezione ispirata alla vita che si rigenera attraverso scienza e medicina. In tutto una quarantina d’abiti abbinati alle creazioni del jewel designer Gianni De Benedittis, tra cui spiccano anelli, spille, collane e orecchini composti da piccole clessidre con polvere colorata, e persino il "Dna bracelet" sfoggiato da Clementine, in oro con doppia elica in agate uruguaiane che riproducono la struttura molecolare con le informazioni genetiche della modella. Un modo per guardare al futuro con ottimismo, nel segno della rinascita e del rinnovamento, gridando sì alla fecondazione assistita e a nuovi metodi per creare vita. Messaggio espresso in passerella dal movimento di tessuti leggeri e svolazzanti, in un tripudio di colori luminosi, dal bianco al rosa, lilla, verde salvia e acqua marina, con tocchi d’argento, metallo e pietre dure, passando per le citazioni ai dipinti di Boldini, Modigliani, Mantegna e al Planetarium di Leonardo, ormai un must della maison. Capi corti e lunghi, dai tagli decisi ed equilibrati, carichi di quel romanticismo, allegria, movimento e leggerezza, certamente assorbiti da Mariotto -come lui stesso afferma- partecipando in giuria (già da 3 anni) a "Ballando con le Stelle". Non a caso, ad applaudire nel parterre, presenti  molti concorrenti del popolare programma televisivo,  insieme a Barbara Bouchet, Ela Weber, Edwige Fenech, Patrizia Pellegrino, Lorena Bianchetti e Attilio Romita, oltre ad alcune prime donne della politica come Isabella Rauti, Lella Bertinotti e Maria Teresa Scajola, tutti pronti a sostenere anche Save the Children e i bambini di Haiti attraverso i moduli distribuiti sulle poltrone.

Le donne-dee di Marella Ferrera

Sul tema della nascita sofferma l’attenzione anche la siciliana Marella Ferrera, con una collezione elaborata partendo dal concetto di «rivisitazione del feto, intesa –spiega la stilista- come destrutturazione di una forma in un corpo per lo studio della struttura, dove tutto è tenuto è ancorato. Un modo per coniugare l'antico e il moderno, anche nella scienza materica». Risultato: una collezione che è un inno alla leggerezza, ma con grande costruzione. Eccola, allora, esprimere tutto il calore della sua terra mandando in passerella splendide modelle –in gran parte anch’esse isolane-, leggiadre come dee, in pepli di soffice organza o abiti di pizzo macramè, magistralmente costruiti giocando sui toni del bianco e del nero, che richiamano le saline sicule e la lava dell'Etna, con bagliori preziosi di gioielli e decori in corallo di Sciacca.
In questa collezione che la conferma "regina del pizzo e merletto", la stilista afferma di non essersi risparmiata in nulla: «Se c'è crisi nella vendita, per noi che crediamo ancora nella moda come fonte di approfondimento, studio e arricchimento, non c'è crisi nella ricerca. Piuttosto si mangia meno o di fanno meno cose che ci piacciono, ma a quella non rinunciamo». E si dice fiera della sua scuola di fashion design, che tra un mese riuscirà ad estendere oltre confine, con l'apertura di una nuova sede in Tunisia: «È ciò che ho sempre sperato di poter realizzare, come ponte di culture nel Mediterraneo».

(segue)

www.altaroma.it

Carla Astengo

1 Febbraio 2010

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