"Il segno dei designer" diventa permanente a Milano

I disegni d'autore e i preziosi schizzi entrano a far parte della collezione permanente del Design Italiano del Triennale Design Museum

Gettano una luce su quanto sta alla base di ogni opera di design, sull'elaborazione creativa e sulla dimensione progettuale. Sono i disegni realizzati dai più importanti designer italiani ed internazionali, raccolti e recentemente esposti alla Triennale di Milano per la mostra "Il segno dei designer".

Un'ampia selezione cartacea per una collezione molto particolare, che parla di design senza mettere in mostra prototipi o pezzi in produzione, ma solo fogli bianchi, rapidi appunti di un'idea momentanea, tratteggi di intuizioni che prenderanno forma, schizzi appena accennati o progetti più completi ed elaborati.

Il percorso alla scoperta del progetto creativo, con raffinati disegni d'autore, dai grandi nomi del panorama internazionale alle nuove promesse del design contemporaneo, diventa ora permanente grazie alla donazione delle opere al Triennale Design Museum.

Sarà così possibile continuare ad ammirare la raccolta insieme agli altri pezzi della Collezione Permanente del Design Italiano, un patrimonio che testimonia la storia delle innovazioni e delle sperimentazioni attraverso i lavori dei grandi maestri.

Le opere, molto eterogenee, sia per i soggetti raffigurati che per le tecniche adottate, provengono dagli archivi oppure sono state realizzate appositamente per l'esposizione alla Triennale. Il curatore, Gianni Veneziano sottolinea come sia possibile cogliere, attraverso questi pezzi, le diverse sfaccettature del design contemporaneo e anche, in qualche caso, riconoscere senza esitazioni la mano che ha li ha tracciati e l'essenza del loro creatore.

«Tra i designer coinvolti qualcuno ha usato il colore, qualcun altro ha preferito il bianco e nero. C'è chi ha usato la biro, chi l'inchiostro di una stilografica, chi il pastello a cera e chi il tratto-pen. Le tecniche sono diverse, differenti i materiali, ma comune è l'idea di immediatezza, di urgenza, di intensità», racconta Silvana Annichiarico, direttrice del Triennale Design Museum. «Questi disegni, presi nel loro complesso, producono un effetto unico: mostrano il percorso attraverso cui prende forma un progetto creativo, rendono visibile e tangibile un paesaggio mentale. Quello in cui tutti noi, in un modo o nell'altro, viviamo e pensiamo».

Ai nomi che hanno fatto la storia del design, come Alessandro Mendini, Renzo Piano, Giulio Cappellini, Toyo Ito, Enzo Mari e molti altri, si alternano le nuove leve, giovani designer provenienti da tutto il mondo, come il finlandese Illka Suppanen o la giapponese Kaori Shiina, per svelare l'anima che sta dietro ad ogni progetto. Ogni opera, che sia giocosa o concreta, fiabesca o intellettuale, incuriosisce e apre uno squarcio sul processo creativo, che resta ancora, per molti aspetti, misterioso e complesso, ma proprio per questo coinvolgente ed affascinante.

Il percorso espositivo, prima di passare negli spazi del Museo, si è sviluppato nelle sale della Triennale, procedendo per segni grafici, immagini e suggestioni, concludendosi con la graphic animation di Felice Limosani, "cantastorie digitale" e precursore dell'ambient design, già presente con i suoi lavori anche alla Tate Modern di Londra, al Palais di Tokyo e al Centre Pompidou di Parigi. Con la sua opera Limosani ha trasferito la vita del tratto grafico da un foglio A4 in orizzontale ad uno schermo in formato 16:9: un omaggio alla creatività, espressa attraverso un rapido schizzo a matita o in forme più articolate, e ai tanti diversi e variegati linguaggi del design contemporaneo.

Anna Nosari

2 Febbraio 2010

Tags: mostra, milano

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