Svelata l'ultima collezione di Alexander McQueen

Nonostante il basso profilo scelto per l'evento, ristretto a soli 70 invitati e limitato ad una quindicina di abiti, anche così lo stilista britannico recentemente scomparso, ha confermato la grandezza e unicità del suo genio

A Parigi, in occasione della settimana di  prêt-à-porter per il prossimo inverno, sono stati presentati gli ultimi spettacolari modelli creati da Alexander McQueen prima della sua morte prematura, avvenuta lo scorso 11 febbraio. Solo 16 silhouettes, in un mini-defilé definito dai critici surreale, tanto bello quanto inquietante.

Al momento della tragica morte del designer inglese, i 16 capi erano completati solo all'80%. Pertanto il suo team si è ritrovato di fronte ad un gravoso dilemma: decidere se andare avanti o meno. Ma non farlo sembrava sbagliato.

Alla fine i capi sono stati mostrati in un palazzo del 18° secolo -quartier generale del gruppo PPR proprietario del brand-, ad un pubblico molto ristretto di giornalisti e persone che lavoravano con lo stilista, accolti da Robert Polet, amministratore delegato di Gucci e McQueen.

In totale, solo 70 persone hanno potuto ammirare da vicino le creazioni presentate in sette trunk-shows.

Senza la guida dello stilista, superati gli interrogativi circa la presentazione, erano rimasti quelli su come ultimare i vestiti e sull'impatto che la sua assenza avrebbe avuto sul mood dell’evento.

Così, per aggiungere profondità alla presentazione, gli abiti sono andati in scena accompagnati nel sottofondo dalla musica che McQueen ascoltava mentre preparava questa collezione ispirata a Bisanzio:  una melodia corale del 17° secolo che, combinata alle circostanze, ha contribuito a creare un'atmosfera viva ma surreale.

Ecco allora apparire abiti tra i più ipnotici ed eleganti che lui abbia mai prodotto: silhouette aderenti sature d’oro con grandi colli e ricche di effetti di specchi e mosaici che, miscelando con un approccio futuristico gli stili gotico e medievale cari allo stilista, nell’insieme producono quadri rinascimentali di moderna couture.

Tra stampe e ricami ispirati alle fantasie sanguinarie di Hieronymus Bosch, drappeggi fluttuanti in richiamo alla morbida dolcezza della Venere di Botticelli, e dorature bizantine, ogni pezzo è teatrale, come la redingote ricamata con piume d'oro su un gonnellone di tulle avorio, o il farsetto rosso rubino tempestato di foglie bronzee su una gonna corta a lampione.

Tagliati e modellati personalmente da McQueen, nel riprodurre sugli abiti opere d'arte antica, lo stilista ha creato stampe simmetriche, in un crescendo di volumi, di onde rigide e di grandi cappe, come era nel suo stile che stavolta, paradossalmente, è sembrato più leggero e sereno.

Lui una volta aveva detto che i suoi shows sono sovraffollati di vestiti, ma non in questo caso. Come ha commentato il Times: "Vedere così pochi abiti, senza le pirotecnie di McQueen, ha confermato l'unicità della sua visione."

I media britannici il mese scorso avevano riferito che il designer era in depressione per la recente morte della madre. Tuttavia, questa collezione mostra l'altro lato della sua personalità, gioioso e coinvolgente, e celebra la sua grande abilità e passione per lo spettacolo.

Conosciuto come il ribelle della moda, McQueen aveva raggiunto la fama con idee provocatorie, come i pantaloni bassi "bumster", ma quest’ultimo suo lavoro più che scioccante è apparso luminoso e affascinante.

"Ogni pezzo è unico, come lo è stato lui," ha detto Jonathan Akeroyd, Chief Executive del marchio.

Nelle scorse settimane, i dettaglianti hanno riferito un boom di vendite delle linee d’abbigliamento e accessori  Alexander McQueen. Ora il team di designers del brand sta lavorando sulla linea di menswear e sulla diffusione delle collezioni già avviate prima della scomparsa dello stilista.

Come annunciato alla fine di febbraio dal gruppo francese del lusso e della distribuzione PPR, la maison McQueen continuerà a sopravvivere. Resta da scoprire chi potrà assumerne la direzione stilistica.

 

Carla Astengo

11 Marzo 2010

Commenti

Inserisci il tuo commento