Arazzi, la tecnica moderna per i capolavori antichi
Una collezione di un centinaio di arazzi, fedeli riproduzioni di capolavori antichi esposti nei musei più famosi del mondo, curata da Persian House
Vi siete mai fermati, visitando il Louvre o i Musei Vaticani, ad ammirare i colori e le forme suggestive degli antichi arazzi? Ebbene, ora potete acquistarli e utilizzarli per arredare la casa. Intendiamoci, non quelli antichi (ce ne sono pochi in circolazione e ovviamente sono costosissimi), ma delle riproduzioni fedelissime, per realizzare le quali un'equipe di disegnatori e coloristi ha utilizzato alcune delle tecniche del rinascimento, facendo prove per sette anni.
A proporre un centinaio di riproduzioni di antichi arazzi dei più famosi musei del mondo è Persian House, azienda fondata nel 1961, che li propone anche sul proprio sito di commercio elettronico www.tappeti.it.
Riproduzioni italiane che, assicurano dall'azienda, sono considerate fra le migliori del mondo grazie all'utilizzo di una tecnica senza paragoni. Della realizzazione si sono occupati specialisti che nel 1960 hanno iniziato una sperimentazione, rifacendosi alle tecniche dei maestri rinascimentali e a quelle degli artisti del trompe l'oeil, che dopo sette anni ha dato risultati. Riproducendo il disegno originale con punti parzialmente sovrapposti, sono riusciti a restituire i colori e anche la patina del tempo, di opere che risalgono anche al quindicesimo secolo.
Ogni arazzo ha un suo certificato che ne indica il soggetto, l'epoca e il museo in cui è esposto l'originale. La tecnica di lavorazione si chiama lavorazione policroma su tessuto, i materiali sono lana, 26%, lino, 24%, cotone, 38% e viscosa, 12%. Spessore, cinque centimetri, le dimensioni sono identiche a quelle dell'originale.
Qualche esempio? "La Dame a la licorne, le gout", risalente alla fine del XV secolo, esposto al Museo di Cluny, a Parigi, una serie celebre nel mondo. La collezione comprende sei arazzi, su ogni opera ci sono una o due figure femminili fra un leone, il simbolo della nobiltà militare, e un unicorno, ovvero l'incorruttibilità dell'avvocatura.
Oppure "Histoire du Roy: le canal de Bruges", della collezione Mobilier National, che risale al XVII secolo, e ancora "La Nativitè", il cui orginale del XV secolo è esposto ai Musei Vaticani, o "La danse", del Louvre, XV secolo.
7 Luglio 2010
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