Kartell loves Milano

Stilisti, architetti, designer, chef, fotografi e creativi interpretano il capoluogo lombardo attraverso gli oggetti icona di Kartell.

È un tributo d'amore quello che Kartell ha regalato alla città di Milano in occasione della Settimana del Mobile di Milano. Per celebrare il 50° anniversario dell'evento, l'azienda ha legato la creatività ad un fine benefico con un progetto artistico davvero interessante presentato presso lo Showroom di via Turati.

Kartell ha messo a disposizione i suoi oggetti icona più riconosciuti e ha coinvolto personaggi noti del capoluogo lombardo e persone appartenenti ai settori creativi più diversi che alla città sono legate da un rapporto personale o professionale per dare vita a un'inedita collezione rivisitata e reinterpretata sulla base delle suggestioni evocate dalla città.

In molti hanno risposto alla call for entry che ha una finalità benefica: Kartell organizzerà infatti un'asta il cui ricavato verrà interamente devoluto a favore della Fondazione Umberto Veronesi.

Quello che sorprende è il risultato nel suo insieme. Avendo coinvolto creativi che provengono da esperienze diverse, non sono infatti mancati sperimentazioni che hanno generato suggestioni e tecniche inedite.

Se Gabriele Basilico ha scelto di immortalare attraverso un suo autoritratto uno scorcio del nuovo cantiere delle costruzioni di Porta Nuova, lo storico e curatore d'arte Francesco Bonami ha reinterpretato il Duomo e la Madunina attraverso una composizione piramidale realizzati con gli gnomi di Philippe Stark.

Il Designer Andrea Branzi omaggia Milano e l'opera di Alexander Calder con "Milano Mobiles" e per farlo riproduce sullo schienale di una Lizz, un duomo che sembra stare in equilibrio proprio come le opere di arte cinetica dell'artista statunitense.

Ci sono anche rimandi alla tradizione culinaria milanese. Lo Chef Carlo Cracco ha rivisitato un must della cucina meneghina, servendo sul tavolo TopTop una distesa di risotto allo zafferano. Ferruccio Laviani ha scelto Tatì pensando al corpo della lampada come uno stampo trasparente attraverso cui guardare la lievitazione di un morbido e fumante panettone.

Tanti altri sono i nomi che hanno aderito all'inizitiva, dalle maison di moda Aspesi, Dolce&Gabbana, DSquared2, Etro, Antonio Marras, Missoni, Moschino, Normaluisa, Vhernier ai designer e architetti Mario Bellini, Andrea Branzi, Rodolfo Dordoni, Ferruccio Laviani, Piero Lissoni, Alberto Meda, Alessandro Mendini, Fabio Novembre, Philippe Starck, Giotto Stoppino, Patricia Urquiola, Tokujin Yoshioka ai fotografi Fabrizio Ferri, Maurizio Galimberti, Gabriele Basilico e Paolo Spadacini.

E ancora: Davide Oldani, Vedovamazzei, Umberto Veronesi, Linus, Fabio Volo, Bob Wilson, Francesco Bonami, Gianni Canova, Rebecca Moses, Italo Rota per il Museo del Novecento, Silvana Annicchiarico per La Triennale Design Museum, Elisabetta Sgarbi per la Milanesiana, l'Accademia di Brera, le gallerie Cardi Black Box e Giò Marconi, le squadre di calcio di Milan e Inter, gli scrittori Michele Mari e Laura Pariani.

Francesca Castenetto

20 Aprile 2011

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